1 Marzo 2011 

Serata Degustazione Chianti Classico Riserva il Poggio del Castello di  Monsanto

Per questo 2011 abbiamo deciso di inaugurare le serate degustazione della Sosta proponendo ai nostri ospiti più affezionati una verticale del Chianti Classico Riserva il Poggio del Castello di Monsanto. La nostra scelta è stata dettata dalla voglia di far scoprire e apprezzare in profondità le sensazioni che questo vino, il Primo Chianti Classico “Cru” in Toscana, riesce ad esprimere nel bicchiere sin dal suo esordio nel 1962.

La verticale, che ha visto come protagoniste le bottiglie di Poggio 2006, 1999, 1995, 1980 e una elegantissima bottiglia di Poggio ???? è stata selezionata con cura da Franco, socio e sommelier della Sosta dei Cavalieri. Prima della Degustazione Franco si è recato a Barberino Val d’Elsa per assaggiare e selezionare le varie annate, con lo scopo di riuscire a dare un'idea il più possibile veritiera ed esaustiva della produzione del Poggio nell'arco degli ultimi 30-35 anni; la scelta del resto non è stata facile dato che Monsanto possiede una cantina con uno storico di bottiglie tra i più importanti d’Italia.
La degustazione ha dunque avuto come fulcro un vino che sin dai lontani anni ‘60 è stato prodotto seguendo una filosofia di ricerca della qualità senza compromessi. L’Azienda Castello di Monsanto, seguendo la linea del proprietario Fabrizio Bianchi, uno dei primi a togliere le uve bianche dal suo Chianti Classico prima ancora che le suddette uve venissero tolte dal disciplinare, si è sempre contraddistinta per la voglia di migliorare le qualità dei suoi vini senza lasciarsi influenzare dalle mode o dal mercato.

 

Abbiamo quindi iniziato la degustazione servendo ai nostri ospiti le annate 2006, 1999, 1995 e 1980. I partecipanti hanno potuto apprezzare i “tratti distintivi” delle singole annate e le “sensazioni” sia olfattive che gustative che sono proprie del terroir di Barberino ed ancor più del vigneto “Il Poggio”, contraddistinto da argille e ricchezza di minerali. Ci siamo trovati a dibattere sulla gioventù del 2006, un vino di assoluta classe ma che solo nel tempo esprimerà tutte le sue qualità;

sulla complessità del 1999, inizialmente molto chiuso, con un tannino nobile ma ancora un po’ aggressivo, ma (e ne siamo sicuri) con delle potenzialità ancora inespresse che nell’ arco di alcuni anni ci regaleranno delle sensazioni uniche;

del 1995, il vino che  inizialmente ha impressionato di più tutti i nostri “amici-clienti” per profumi, tannini, corposità ed eleganza tutti in perfetto equilibrio, una grande annata che in questo momento è perfetta da bere;

del 1980, che  ha invece stentato un po’ all’inizio, nonostante fosse stato aperto nello stesso momento degli altri, ma con il passare del tempo ha trovato anch'esso un suo equilibrio ed una piacevolezza di beva. E’ stata, inoltre, davvero interessante la capacità di evoluzione che i vini hanno avuto nel bicchiere durante il corso della serata.

Questa prima parte della degustazione è stata accompagnata da un piccolo menù, ovviamente preparato da noi, e nelle fattispecie dai nostri cuochi Giovanni Mori e Mirko Ghelardi. I piatti che abbiamo deciso di servire dovevano  rispettare ed esaltare le caratteristiche dei vini proposti ma anche la “Toscanità” della serata.

 

Polenta con ragù di Mucco Pisano
Maccheroncini al ragù bianco di cortile

Cinghiale in salsa di Chianti con timballo di patate e speck

 

Arrivati a questo punto la serata pareva chiusa... Ma avevamo deciso di fare una sorpresa ai nostri ospiti! Abbiamo quindi portato in tavola dei calici di vino serviti da una bottiglia “bendata” assieme ad un assaggio di Caciocavallo Podolico stagionato e a questo punto abbiamo giocato un po’, coinvolgendo tutti in una sorta di “toto-annata”. E’ stato il momento sicuramente più “divertente” della serata: vuoi per il gioco, vuoi per il fatto che un po’ d’alcool scorreva nel nostro corpo, tutti alla fine si sono prestati senza timore.

 

 

La bottiglia servita alla cieca era un Chianti Riserva il Poggio 1977, vino sorprendente data l'annata. Tutti sono rimasti concordi nell’affermare la grandezza dell’annata e, a parte il gioco, a riscontrare una freschezza, una mineralità, un boquet di frutti e terziari che non lasciavano minimamente intuire la reale età del vino. A questo punto la nostra degustazione si è conclusa. 

Vogliamo cogliere l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti facendo particolare riferimento a Francesco Marini, il direttore commerciale dell’azienda, che ha guidato assieme a Franco l’assaggio dei vini e, ovviamente, rivolgendo un caloroso ringraziamento alla proprietà, ovvero a Laura e Fabrizio Bianchi che ci hanno permesso di organizzare quella che speriamo possa essere stata non solo una piacevole serata ma una cena-degustazione sorprendente ed educativa allo stesso tempo.

 

Ci vogliamo poi scusare con tutti quelli che hanno chiamato per partecipare ma ai quali non è stato possibile riservare un posto; avremmo potuto  fare una serata accettando un numero superiore di prenotazioni ma la nostra idea per questi eventi non è quella di riempire in ogni ordine di posto il locale, creando quindi  una dispersione ed una confusione che non si addice a quello che è il nostro intento di “far conoscere il vino”, bensì quella di puntare sui valori del dialogo e dello scambio in una sala tutto sommato raccolta.

 

 

Arrivederci a breve per nuove iniziative, in cui il piacere dello stare insieme a tavola si coniughi con scoperte culinarie ed enologiche sempre di altissimo livello.